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FARE LE MARMELLATE IN CASA SENZA ZUCCHERO

FARE LE MARMELLATE IN CASA SENZA ZUCCHERO

Marmellate senza zucchero? Certo che si! La frutta è già dolce e non ha bisogno di essere dolcificata...Ma se vogliamo un sapore più dolce, possiamo usare il malto o la mela o succo di mela+agar agar (questi ultimi fungono anche da addensanti).

E' bene far cuocere la frutta in pentola a pressione per circa 10-15 minuti. In questo modo si debella il rischio botulino. Il botulino è un batterio che si sviluppa solo in assenza di ossigeno, e le sue spore sono resistenti alla bollitura. Per cui è necessario portare la frutta ad almeno 115° (come i 120° della pentola a pressione).
Può accadere che in una marmellata preparata in casa
siano presenti delle spore: il botulino, in assenza di osigeno, può svulippare la tossina che è letale.

Dopo la cottura in pressione, si può continuare in pentola normale, aggiungendo un pizzico di sale marino integrale e malto di riso (verificare la necessità e in base al gusto). La necessità di dolcificare (la frutta è già dolce) o di addensare varia da frutta a frutta.
Si può aggiungere la buccia grattugiata di un limone.

A fine cottura si mette la marmellata ancora calda in un barattolo e lo si capovolge per creare il sotto vuoto.

Colluttorio Naturale Fai Da Te


COLLUTTORIO NATURALE 


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SONO MOLTI I MOTIVI PER CUI POSSIAMO PREFERIRE UN COLLUTTORIO NATURALE RISPETTO A QUELLI REPERITI NE SUPERMERCATI

Fare il Lievito Naturale Semplice


Procedura più semplice.
Prendete una mela (possibilmente biologica e ben lavata) e tagliatela a pezzettini con tutta la buccia, mettetela in un contenitore alto e non troppo largo e lasciatela così, fuori dal frigo, per 3-4 giorni.
Trascorso questo tempo, il frutto inizierà a diventare marroncino, a far fuoriuscire l’acqua e a emettere un odore particolarmente acidulo; a questo punto ricoprite la mela con una manciata di farina e lasciatela così per qualche altro giorno.
Quando gli acidi della mela avranno “mangiato” tutta la farina, aggiungete un’altra manciata e ripetete questa operazione per circa 7-8 giorni, aggiungendo altra farina solo dopo che la mela ha assorbito tutta quella che avete messo precedentemente.
Quando la polpa (ormai marcita) del frutto e la farina avranno formato un composto quasi omogeneo, aggiungete circa 50 g di acqua e 100 g di farina, impastate bene per qualche minuto – fino ad ottenere una pasta omogenea – e lasciate riposare ancora per qualche giorno (in un posto tiepido e lontano da correnti d’aria), in modo che i batteri continuino a rielaborare il composto di acqua e farina.
Trascorso qualche giorno, aggiungete all’impasto altri 50 g di acqua e 100 g di farina, impastate bene e ricoprite il tutto.
Da questo momento in poi – per circa due mesi – dovrete “rinfrescare” il lievito tutti i giorni; questa operazione è molto semplice ma allo stesso tempo importantissima e molto delicata: una dimenticanza potrebbe essere fatale per il vostro lievito (quindi sconsigliamo di farlo a chi viaggia spesso nei weekend e non ha la possibilità di portarsi dietro il panetto).
Ogni giorno, aggiungete un po’ di acqua e il doppio della farina (potete fare anche ad occhio, senza misurare, ma cercate di mantenere le proporzioni e non abbondate troppo nelle quantità, altrimenti il panetto si ingrandirà a dismisura e alla fine dei due mesi avrete riempito la casa di lievito), poi impastate il tutto e rimettete il lievito nel suo contenitore. Se fa molto caldo potete conservarlo anche in frigo.
Trascorsi i due mesi, il vostro lievito naturale è finalmente pronto per l’uso.  
Se volete fare il pane, pesate 250 g di lievito, unitelo a 500 g di farina e 250 g di acqua (meglio se povera di calcio), un pizzico di zucchero, un filo d’olio e impastate con le mani per distribuire e mescolare bene tutti gli ingredienti. Poi aggiungete due prese di sale e impastate nuovamente.
Mettete il tutto in una ciotola oliata e lasciate lievitare per almeno 3 ore.
Trascorso questo tempo, riprendete l’impasto, sgonfiatelo, rilavoratelo per qualche minuto e poi dategli la forma che preferite, ad esempio un filoncino. Adagiatelo su una teglia foderata con carta da forno e fate cuocere per circa 40 minuti in forno preriscaldato a 180 gradi.
Poi sfornate e lasciate freddare! 

FARE IL LIEVITO MADRE NATURALE

IL LIEVITO MADRE NATURALE 
– Buono come il pane


FARE IL PANE CON IL LIEVITO NATURALE E’ DIVERTENTE E FACILE

Il prodotto che ne risulta è più digeribile e rimane buono per parecchi giorni, molto di più di quello industria.
Occorrente:
1 vasetto di vetro con coperchio (possibilmente da 500 ml)
50 gr. di uvetta secca
farina biologica (potete sperimentare con tutte le farine che contengono glutine: farro, grano, spelta, segale). L’uvetta e le farine bio contengono ancora fermenti e lieviti naturali che aiutano nella lievitazione che andremo a fare. Le farine integrali lievitano meno, quindi le prime volte provate ad usare le farine raffinate.

PROCEDIMENTO pastamadre

Mettete l’uvetta secca nel vaso di vetro e coprirla di acqua naturale e chiudete il coperchio per bene. Lasciate riposare per 5 giorni. Una volta al giorno scuotete il vasetto di vetro, apritelo (al terzo giorno comincerà a fermentare) e poi richiudetelo fino al giorno dopo. Al quinto giorno, filtrate il liquido con un colino e tenetelo da parte (dovrebbe somigliare ad un vinello frizzante). L’uvetta è di scarto potete metterla nel compost.Misurate mezza tazza di liquido ottenuto e mescolatelo a una di tazza di farina, fate riposare circa 3 ore nel vasetto di vetro senza chiudere il coperchio completamente, lasciando che il lievito respiri.


Questa è la prima fase del lievito naturale. Dopo le 3 ore noterete che l’impasto è raddoppiato di volume (anche triplicato) e che sulla superficie ci sono molte bollicine. Il lievito madre è pronto per essere usato.Potete conservare il lievito in frigorifero nel contenitore già usato, avendo l’accortezza di rinfrescarlo o di fare il pane una volta a settimana. Ricordatevi di lasciare il coperchio del contenitore solo appoggiato, di modo che il lievito respiri sempre.

Fonte : http://www.viviconsapevole.it/